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Ricordate la 49391

Fingiamo di non capire l'inglese, sbattiamo palpebre innocenti come vergini gazzelle mentre l'agente, grosso come un quarter di football americano, incrocia ripetutamente i polsi ripetendo la parola "jail". Noi ripetiamo la parola "italiani" con sorrisi sempre più ampi. Ci lascia andare dopo averci scritto un 55 con un grosso pennarello su un verbale in bianco: 55 sono le miglia orarie che non dobbiamo superare. Fatichiamo a trovare Los Angeles, L. Ci arrampichiamo con la nostra Mercury su per i viali di Beverly Hills, superati da Porsche, Rolls Royce e Ferrari, davanti a strambe ricche ville che hanno pupazzi al posto di statue: un finto bambino scavalca una cinta inseguito da un falso poliziotto con un falso cane, falsi curiosi guardano in un parco con falsi binocoli, castelli medievali con fossato e ponte levatoio di plastica fanno più tristezza delle disperate piatte casupole di Watts giù nella pianura piena di neri, ispanici e coreani, dove le bande dei Cripps e dei Bloods si ammazzano e ti ammazzano per il colore del giubbotto che porti. Passeggiamo in mezzo alle pretenziose boutique di Rodeo Drive poi ci facciamo tutti i chilometri del Sunset Boulevard fino all'oceano.

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San Francisco Il racconto inizia con San Francisco, nostra prima meta. Mettetevi comodi e cominciate a leggere. Decolliamo alle 8 del mattino dalla Malpensa e dopo un primo balzo verso Londra prendiamo il volo Londra - San Francisco; Il volo dura undici ore e per noi che abbiamo la ventura di finire nei due posti vicini ad un bagno non è dei più piacevoli puzze varie e fila continua Per il gioco dei fusi arriviamo a destinazione che sono appena le due del pomeriggio, addirittura se per il nostro orologio organico son già le

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